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Messico: l'influenza abbatte il Pil

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Messico: l'influenza abbatte il Pil

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Musei chiusi, teatri sbarrati, processi sospesi. I ristoranti invece sono aperti, ma deserti. L’influenza suina cambia le abitudini dei messicani e svuota la capitale. Chi puó resta a casa: ogni contatto è potenzialmente pericoloso. Le aziende hanno invitato i dipendenti a prendersi qualche giorno di vacanza. Il sindaco tenta equilibri scivolosi, proteggere l’economia difendendo la salute pubblica.

“Senza sospendere l’attività economica, invitiamo le aziende cittadine a ridurre al massimo l’attività. Siamo in un momento critico, questa è la settimana piú difficile”. Anche le scuole, naturalmente, sono chiuse. La piaga ha colpito una delle città piú vivaci del mondo, in un momento di grande effervescenza culturale e turistica, ma di grave crisi economica. Le conseguenze rischiano di essere devastanti. Non è mai il momento buono per una pandemia, ma in una congiuntura simile l’influenza rischia di essere fatale. All’economia in crisi si aggiungono i danni, non solo d’immagine, provocati dal cartello della droga. Nel 2009 il Pil messicano è previsto in calo del 4,5%, l’impatto dell’influenza potrebbe costare lo 0,6% in piú. Un dramma in un’economia già costretta a fare i conti con una contrazione dei consumi dell’8,6% a febbraio. Il settore che rischia di subire conseguenze irreparabili è quello dei servizi, che rappresenta il 60% dell’economia messicana. Poi, naturalmente, c‘è il turismo che muove 10 miliardi di euro l’anno. Entrate indispensabili per il Paese. Ma se le spiagge e le città coloniali restano vuote e i governi di molti stati invitano a boicottare il Messico, i conti non tornano piú.