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Obiettivo sull'Iran: intervista con Manoucher Mottaki

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Obiettivo sull'Iran: intervista con Manoucher Mottaki

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Il ministro degli esteri iraniano Manoucher Mottaki risponde alle domande di euronews durante una visita a Bruxelles, in cui l’Unione europea ha rivolto un nuovo appello a Teheran perché si impegni a fianco della comunità internazionale per risolvere la questione nucleare. Il gruppo dei 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania), aveva proposto all’Iran di riprendere i colloqui sul nucleare con l’offerta di incentivi economici e diplomatici in cambio della rinuncia all’arricchimento dell’uranio.

euronews: “Manoucher Mottaki, l’Iran è pronto a riprendere i colloqui del gruppo dei 5 più 1, e per offrire cosa?”

Mottaki: “L’Iran aggiornerà il precedente pacchetto di proposte avanzate lo scorso anno. Da allora, ci sono stati vari sviluppi: la crisi economica e monetaria nel mondo e il rinnovo di alcune amministrazioni…”

euronews: “Quella americana”.

Mottaki: “Ecco perchè è necessario rivedere le nostre proposte iniziali e farne delle nuove”.

euronews: “La questione più importante sul tavolo è quella del nucleare. Farete proposte nuove in proposito?”

Mottaki: “Per noi, i diritti dell’Iran non sono oggetto di trattative, Tutti gli stati del mondo e tutti i membri delle Nazioni unite hanno diritto al nucleare. Il nostro slogan è: l’energia nucleare per tutti, le testate nucleari per nessuno”.

euronews: “Poichè alcuni stati oggi hanno armi nucleari, lei crede che sia un diritto per gli stati che non ne hanno?”

Mottaki: “Uno dei paesi di cui si parla ha uno dei più vasti arsenali nucleari al mondo. Per fortuna si sono spostati su una nuova posizione, una posizione nuova rispetto al 1945, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Aiuteremo questo paese a portare avanti la sua campagna in questa nuova posizione molto condivisibile”.

euronews: “Crede che i discorsi del presidente Ahmadinejad siano utili in un momento in cui l’Iran cerca di aprirsi ai negoziati, specialmente come ha fatto notare lei con la nuova amministrazione americana che sembra più aperta rispetto al suo paese delle precedenti?

Mottaki: “Lei cerca di collegare tatticamente queste due questioni, ma non è necessario. Oggi in America ci sono gruppi che dicono: perchè dobbiamo legare tutti i nostri interessi, di noi americani, agli interessi di Israele?”

euronews: “Ma questo tipo di retorica non potrebbe essere utile a entrare con forza nei negoziati condotti dall’amministrazione di Barak Obama nel Medio oriente?”

Mottaki: “Dovremmo cercare le ragioni alla base della crisi nella regione e cioè la legittimità di questo regime nella regione e la maniera in cui è nato: la terra non era senza popolazione perchè i palestinesi, i musulmani, i cristiani e gli ebrei la abitavano, e gli ebrei che vivevano in europa non erano dei senza terra perchè erano cittadini delle rispettive nazioni europee, vivevano lì”

euronews: “Il vostro discorso è semplicemente un discorso razzista nei confronti di un altro paese, di un altro popolo che vive in questa regione, Israele. Cosa pensa in proposito?

Mottaki: “Questa è un’interpretazione tendenziosa direttamente dal summit Durban Due…Ma continui pure…

euronews: “Era una domanda. Non pensa che il suo discorso è razzista?”

Mottaki: “Assolutamente no”

euronews: “Perchè?”

Mottaki: “Stiamo parlando di un problema, di una crisi che è una realtà nella regione e nessuno è capace di risolverla. Noi spieghiamo perchè non si può risolvere. Noi nella nostra regione siamo sempre stati parte della soluzione, sia per l’Iraq, sia per il Libano, sia per l’Afghanistan”.

euronews: “Dunque offrite la vostra collaborazione per risolvere i problemi dell’Iraq, dell’Afghanistan…

Mottaki: “Abbiamo alcune responsabilità in quella regione, negli ultimi sei, sette anni abbiamo avuto una parte importante nel sostenere lo sviluppo politico in Iraq, l’istituzionalizzazione di differenti aree di governo in Iraq, il parlamento e tutto il resto, siamo sostenitori di questo processo”.

euronews: “Cosa pensa della politica del bastone e della carota degli Stati Uniti? Da una parte sono pronti a trattare con l’Iran, dall’altra il segretario di stato Hillary Clinton ha detto che stanno preparando, non si sa mai, sanzioni molto dure per l’Iran, a proposito del nucleare”.

Mottaki: “Metodi che non hanno portato frutto in passato dovrebbero spingere le parti a passare a nuove strategie”.

euronews: “Un embargo sul petrolio che arriva dall’occidente sarebbe un problema per Teheran?”

Mottaki: “Se sono pronti a prendere questa decisione, la nostra reazione non si farà attendere, potete esserne certi”.

euronews: “Quale reazione?”

Mottaki: “Questo lo vedremo se prenderanno quella decisione”.