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Forse più di 100 in Messico i morti per la febbre suina

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Forse più di 100 in Messico i morti per la febbre suina

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In una Città del Messico fantasma, il ministero della sanità annuncia che la febbre suina potrebbe aver fatto già 103 vittime. Mentre chi può si barrica in casa. Partite e messa domenicale solo in tv, centri commerciali, bar e ristoranti deserti. Chiuse scuole, licei e università, teatri, musei e anche zoo. In aeroporto viene distribuito un questionario ai viaggiatori in arrivo e in partenza.

Oltre al Messico, sono stati riscontrati casi accertati, ma non fatali, negli Stati Uniti – una ventina – e sei in Canada. Casi sospetti sono stati segnalati in Nuova Zelanda, Israele, Spagna e Francia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già avviato lavori preliminari per la preparazione di un vaccino. Spiega il vicedirettore dell’Oms: “In questo momento dobbiamo stare molto attenti e raccogliere tutte le informazioni possibili. Abbiamo bisogno di capire un po’ di più sul comportamento di questi virus, in particolare fino a che punto questi virus provochino infezioni lievi e fino a che punto possano invece provocarne di gravi”. Secondo l’Oms la pandemia potrebbe essere dietro l’angolo, ma per fortuna il mondo è pronto oggi ad affrontarla, dopo cinque anni di ricerche sull’influenza aviaria. Farmaci antivirali, come il Tamiflu, sono a disposizione di tutti. A non essere pronta, sarebbe l’economia globale, già più che febbricitante. Una pandemia, dicono gli esperti, costerebbe migliaia di miliardi di dollari.