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L'Armenia ricorda i massacri, la Turchia più vicina

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L'Armenia ricorda i massacri, la Turchia più vicina

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Sullo sfondo di una possibile normalizzazione dei rapporti con la Turchia, l’Armenia ha ricordato il milione e mezzo di morti ad opera dell’Impero Ottomano. Deponendo fiori al monumento in ricordo delle vittime a Yerevan, migliaia di persone si sono unite a Serge Sarkissian nel novantaquattresimo anniversario di quello che gli armeni chiamano genocidio. Il Presidente ha fatto appello al riconoscimento internazionale, ma ha detto che l’ammissione non costituisce una precondizione per un nuovo corso.

Altre cinquemila persone, sfilando nella serata della vigilia di questo 24 aprile, avevano chiesto al Presidente Obama di pronunciare pubblicamente la parola genocidio. Il ministro degli Esteri turco Ali Babacan ha detto che la normalizzazione nei rapporti tra i due Paesi non è un sogno. Ma la ferita è aperta da quasi un secolo e per tanti armeni, non si può prescindere dal riconoscimento del genocidio. Turchia e Armenia non hanno relazioni diplomatiche dal 1991. La Turchia ha chiuso la frontiera nel 1993, in segno di solidarietà con gli alleati dell’Azerbaijan nella guerra con i separatisti del Nagorno-Karabakh, a loro volta sostenuti dall’Armenia. Anche questo è al centro della tabella di marcia appena concordata tra Ankara e Yerevan. Una commissione, inoltre, stabilirà la portata storica delle deportazioni e massacri iniziati nel 1915.