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Islanda: ritratto di un Paese in crisi

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Islanda: ritratto di un Paese in crisi

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Cantieri fermi a tempo indeterminato: un’immagine diventata abituale a Reykjavik da quando la crisi si è abbattuta sul Paese. Il settore edilizio è stato il primo a subire le conseguenze del crollo del sistema bancario nazionale che ha spinto l’Islanda sull’orlo della bancarotta.

Il 6 ottobre del 2008 il premier Geir Haarde annuncia al Paese di essere costretto a prendere eccezionali misure per salvare il sistema: è l’ufficiale, la crisi è dunque scoppiata. Sette mesi dopo, e dopo diversi miliardi di dollari chiesti in prestito al Fondo Monetario Internazionale, l’economia islandese versa ancora in una crisi nera. La disoccupazione è al 9% mentre per anni ha oscillato tra uno e tre punti percentuali. L’inflazione supera il quindici percento (15,2). E l’FMI prevede un deficit di bilancio per quest’anno del 13,5%, con una contrazione del PIL pari al 10%. Nuvole scure all’orizzonte, dunque, soprattutto per chi ha un mutuo da pagare. E’ il caso di Anna, con un figlio a carico, che perderà il posto d’insegnante visti gli imminenti tagli alla scuola. “I prezzi sono aumentati in maniera generalizzata mentre gli stipendi sono bloccati. La crisi colpisce tutti, qualcuno meno, qualcuno di piu’, ed è il mio caso. Sono costretta a interrompere regolarmente il rimborso del mutuo contratto in valuta estera, ma so che questa è solo una soluzione temporanea.” A questo punto l’idea di lasciare il paese, di emigrare da una terra meta in passato di immigrazione, comincia a farsi strada nella mente di tanti giovani senza lavoro. “Amo l’Islanda, dice una di loro, ho sempre vissuto qui e vorrei rimanere qui ma se i politici non fanno qualcosa per risolvere il problema della disoccupazione, se non si creano posti di lavoro, mi vedro’ costretta ad andare all’estero. Ormai le cose stanno cosi’.” Produzione ed esportazione di alluminio potrebbero essere un’alternativa all’ormai crollato settore bancario. Ma i prezzi anche qui sono in caduta libera, un fenomeno che tocca un’altra attività tradizionale islandese, la pesca e la trasformazione del pesce.