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Dopo la crisi finanziaria, si vota oggi in Islanda

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Dopo la crisi finanziaria, si vota oggi in Islanda

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L’Islanda è alle urne, oggi, per elezioni politiche che potrebbero segnare due svolte storiche: per la prima volta dal dopoguerra, infatti, potrebbe vincere una coalizione di centrosinistra; e poi l’eventuale nuova maggioranza sarebbe decisa ad aderire all’Unione europea e ad adottare l’euro.

Sconvolta dalla crisi finanziaria globale, l’Islanda si appresterebbe, secondo i sondaggi, a confermare al governo l’attuale primo ministro ad interim, Johanna Sigurdardottir, che guida il Paese dopo le dimissioni del premier conservatore Geir Haarde, travolto dalla crisi. “C‘è stata una specie di rivoluzione, in Islanda, e la rivoluzione pretende il cambiamento. Il popolo vuole cambiare, la società deve cambiare. E il cambiamento è a sinistra”, dice una donna. “Credo che alla fine nessuno sarà soddisfatto. Il governo precedente era accusato di mancanza di leadership. Ma c‘è troppa avidità in giro”, aggiunge un pensionato. La crisi che nell’autunno scorso ha travolto le principali banche islandesi ha rischiato di far precipitare l’intero Paese nella bancarotta. La disoccupazione, prima inesistente, è ora al nove per cento.