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Conferenza internazionale sulla Somalia

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Conferenza internazionale sulla Somalia

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Si è aperta a Bruxelles la Conferenza internazionale sulla Somalia. L’obiettivo ostentato è quello di aiutare il paese del Corno d’Africa a uscire da una situazione quasi ventennale di caos. Ma è certo che la recrudescenza degli atti di pirateria navale nel golfo di Aden ha fatto prendere coscienza dell’urgenza di un intervento a monte.

La Commissione Europea ha già promesso aiuti per 60 milioni di euro, destinati a sostenere le forze dell’ordine locali e la missione dell’Unione Africana AMISOM. “In tutta la Somalia ci deve essere un governo responsabile fatto dai somali per i somali – ha detto il Presidente della Commissione Europea José Manuel Durao Barroso – Per finirla con i signori della guerra, con la pirateria e con i profitti illeciti di una autoproclamatasi casta militare. La conferenza di oggi deve rispondere anche, in modo sostanziale, alle sfide che devono raccogliere le autorità somale, per riportare la stabilità e la pace nel proprio territorio. La sicurezza è il punto di partenza, ma non può essere quello di arrivo”. Circa 20 navi militari dispiegate da vari paesi incrociano al largo del golfo di Aden. Anche l’Unione Europea è presente dal dicembre scorso con una propria flotta, per l’operazione Atalanta, che è la prima operazione navale militare dell’UE e la più lontana dal proprio territorio mai intrapresa fino ad ora dall’Unione Europea in quanto tale. I pirati somali che navigano lungo le rotte commerciali dell’oceano Indiano e del golfo di Aden hanno preso in ostaggio una cinquantina di battelli nel 2008. Nel primo trimestre di quest’anno gli arrembaggi sono decuplicati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da 6 a 61. I fuorilegge del mare sembrano sempre meglio armati e sempre più ben informati sui carichi dei cargo.