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Chiuderà la "giungla di Calais". La Francia chiede collaborazione alla Gran Bretagna

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Chiuderà la "giungla di Calais". La Francia chiede collaborazione alla Gran Bretagna

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Vivono lì da anni, nella speranza di raggiungere la Gran Bretagna, ora la “giungla” di Calais, come loro stessi la chiamano, sarà chiusa. Immigrati afghani, iracheni, eritrei, sono sempre più numerosi nelle ultime settimane.

La chiusura è stata annunciata dal ministro dell’immigrazione francese Eric Besson che a Calais per la seconda volta ha chiesto anche a Londra di controllare meglio le sue frontiere. “Non conosco altra legge che quella della Repubblica, la legge della giungla non regnerà più qui a Calais né altrove in Francia”, ha detto Besson. Agli appelli della Francia la Gran Bretagna ha replicato che i controlli sono già stati rafforzati e che Londra con la collaborazione della Francia a Calais ha già creato una delle frontiere più protette al mondo. Per l’associazione Salam che distribuisce i pasti alle centinaia di immigrati, la linea dura di Parigi è inutile. “Questa gente non ha fatto migliaia di chilometri, non è fuggita dalla tortura, dalle difficoltà, dalla guerra per arrendersi perché saranno arrestati due o tre volte in più”, ha affermato Jean-Claude Lenoir. Due giorni fa in un’operazione contro gli scafisti nella regione Pas-de-Calais sono stati arrestati oltre duecento migranti, poi rilasciati. Le ong hanno denunciato il fallimento della solidarietà europea.