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Durban II: sommerso dalle critiche il discorso di Ahmadinejad

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Durban II: sommerso dalle critiche il discorso di Ahmadinejad

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Alcuni lo boicottano, pochi lo lodano, molti lo criticano. Le invettive di Ahmadinejad contro Israele obbligano comunque a posizionarsi nei confronti dell’Iran. E alla conferenza mondiale sul razzismo a Ginevra è stata una bufera.

La prima giornata del vertice, secondo capitolo del summit di Durban, Sud Africa, nel 2001, è un flop per il contenuto specifico: la lotta al razzismo. Domina invece l’attacco contro lo Stato ebraico nel discorso del Capo di Stato ultraconservatore e le decise seppur composte contestazioni nei suoi confronti. “Ha violato i diritti umani” dice lo scrittore Premio Nobel Elie Wiesel. “Predica l’odio, dovrebbe stare in carce a L’Aja per incitamento al genocidio. E’ un crimine contro l’umanità”. Mahmoud Ahmadinejad ha definito “arrogante ed egoista” chi non si è presentato alla conferenza dell’Onu – Stati Uniti e Italia tra gli altri. Ma quando prende la parola, è il caos anche tra i presenti. “Noi critichiamo l’insediamento di un governo razzista in Medioriente dopo il 1945” dice in riferimento ad Israele. Le delegazioni europee, Francia in testa, lasciano la sala. “Siamo usciti” spiega il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner. “Non significa che lasciamo la conferenza, ma non tolleriamo i discorsi razzisti”. La Gran Bretagna non esclude la decisione più drastica: abbandonare il vertice. “E’ stata una giornata spiacevole a dir poco” dice il rappresentante britannico. “E’ il primo giorno della conferenza che continua fino a venerdì. Non vorremmo andarcene, ma non escludiamo del tutto questa ipotesi”. A difendere la libertà di parola, pur condannando i propositi di Ahmadinejad, è in primis il Vaticano. La linea: restare a Ginevra perchè il dialogo è comunque necessario.