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Durban II. Gli europei restano, eccetto i cechi

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Durban II. Gli europei restano, eccetto i cechi

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Il giorno dopo il grande scontro alla Conferenza sul razzismo di Ginevra, quasi tutti i paesi europei che avevano lasciato la sala durante il discorso di Ahmadinejad hanno deciso di continuare a partecipare ai lavori. Tutti tranne la Repubblica Ceca, che assume la presidenza di turno dell’Unione ed è uno dei più stretti alleati di Israele in Europa. L’obiettivo degli europei sembra essere quello di non far fallire la conferenza che deve concludersi venerdì con la firma di una dichiarazione comune contro il razzismo.

Ieri il presidente iraniano aveva monopolizzato la scena parlando di uno stato razzista presente in Medioriente dal ’45. Un’allusione a Israele che ha spaccato l’uditorio: fra chi applaudiva, chi abbandonava la sala e chi protestava, gridandogli vergogna. Al suo ritorno in patria, Ahmadinejad è stato accolto come un eroe e la popolazione iraniana pare d’accordo con lui: “La dichiarazione di Ahmadinejad rispecchia il pensiero della nazione iraniana – dice un abitante di Teheran – Israele e i sionisti hanno provato la loro natura razzista a Gaza, in Palestina, a Sabra e Shatila e in molti altri luoghi. Il loro obiettivo è contrastare l’Islam”. Il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon, che in apertura di lavori aveva condannato l’antisemitismo come anche l’islamofobia, ha deplorato la scelta del leader di Teheran di usare la piattaforma dell’ONU per provocare.