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Traduzione e cultura: l'importanza del multilinguismo

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Traduzione e cultura: l'importanza del multilinguismo

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La traduzione è il cuore dell’integrazione europea.

Ma non deve servire solo a rendere fruibili in tutte le lingue dell’Unione i documenti istituzionali. Fondamentale è dare la possibilità a tutti gli Stati membri di esportare i propri prodotti culturali. Se n‘è parlato in una conferenza a Bruxelles. Il portoghese Vasco Graça-Moura, eurodeputato e traduttore dei sonetti di Shakespeare, riunisce in sé entrambe le esigenze: “È indispensabile per un eurodeputato esprimersi nella sua lingua madre, fra l’altro per poter difendere meglio gli interessi dei suoi elettori, e al tempo stesso anche per dibattere di quel che viene detto o di quel che vuole dire nella sua lingua”. Sul fronte culturale, esistono forti squilibri, con il dominio incontrastato dell’inglese. L’Unione europea mette a disposizione degli Stati membri una parte del fondo “Cultura”, due milioni di euro all’anno, per aiutare alcuni paesi a tradurre le loro opere in altre lingue e viceversa. Per Leonard Orban, commissario al multilinguismo, “Bisogna preparare il terreno alla possibilità di avere più lingue. Oggi disponiamo di 23 lingue, ma bisogna essere pronti a un allargamento anche in questo senso. Questo non dovrà essere legato solo all’allargamento dell’Unione. Ad esempio, se si trovasse una soluzione alla questione cipriota, potremmo trovarci ad avere un’altra lingua”.