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Si apre tra le defezioni la conferenza Onu sul razzismo

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Si apre tra le defezioni la conferenza Onu sul razzismo

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Rischia di essere un fallimento per l’Onu la conferenza sul razzismo che si apre oggi a Ginevra. Durban II è boicottata da molti Paesi, preoccupati per la presenza di Mahmoud Ahmadinejad che ha di nuovo attaccato Israele definendolo “portabandiera del razzismo”.

Assente lo Stato ebraico, Stati Uniti, Australia, Italia, Germania, Olanda. Contestata la bozza di dichiarazione finale che riafferma quella approvata nel del 2001 a Durban, osteggiata dagli Usa che abbandonarono la conferenza denunciando attacchi antisemiti. “Credo che sia estremamente deplorevole che un rappresentante del regime degli Ayatollah sia considerato come qualcuno che abbia davvero a cuore i diritti umani”, ha detto Yigal Palmor, portavoce ministero Esteri Israele. “Il fatto che terrà un discorso è una parodia molto triste di quello di cui la conferenza dovrebbe occuparsi”. L’Alto commissario dell’Onu per i diritti Umani Navi Pillay, che ha fatto del successo della conferenza una delle sue priorità, si è detta” sconvolta e delusa” per il boicottaggio da parte degli Stati Uniti. “Altri 185 Stati membri delle Nazioni Unite partecipano alla conferenza” ha affermato il suo portavoce Rupert Colville. “Il razzismo riguarda ogni Paese, milioni di persone, molti gruppi. E’ spiacevole che una o due questioni dominino l’agenda, almeno dal punto di vista di alcuni Paesi”. Lungo le strade di Ginevra centinaia di persone hanno manifestato contro il razzismo. Alla conferenza partecipa la Francia, e Gran Bretagna e Repubblica Ceca anche se senza rappresentanti di alto livello. Presenti anche oltre 200 Ong.