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Ginevra: Ahmadinejad scatena il finimondo

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Ginevra: Ahmadinejad scatena il finimondo

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Non è filato tutto liscio. Nè prima, nè durante, nè dopo. La presenza del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad alla Conferenza Mondiale sul razzismo di Ginevra, ha scatenato di tutto.

Tre persone con in testa parrucche da clown gli hanno gridato ‘razzista’ appena ha preso la parola. Uno gli ha scagliato contro un naso finto. Sono state trasportate di peso fuori dalla sala dagli agenti della sicurezza. Ahmadinejad ha proseguito imperterrito il suo discorso fino alla frase che ha scatenato le reazioni. “Noi critichiamo l’insediamento di un governo razzista in Medioriente dopo il 1945”. Allusione esplicita a Israele pur senza nominarlo. É successo il finimondo. Le delegazioni europee che non avevano boicottato la conferenza hanno raccolto le loro cartelle e guadagnato la porta senza celare l’irritazione. Chi non se ne è andato ha urlato la propria disapprovazione. Molti hanno applaudito, per scherno o per rabbia. Il presidente iraniano, tra qualche pausa imposta, ha concluso il suo discorso trovando anche il tempo di sorridere a tanto chiassoso dissenso. Fuori dalla sala alcune decine di oppositori del regime iraniano hanno manifestato contro Ahmadinejad, la sua politica, la sua presenza a Ginevra. Una protesta pacifica, sotto gli occhi attenti degli agenti che non sono mai intervenuti.