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Conferenza Onu sul razzismo: vigilia di contestazioni e boicottaggi

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Conferenza Onu sul razzismo: vigilia di contestazioni e boicottaggi

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Centinaia di manifestanti hanno detto no al razzismo di fronte al Palazzo delle Nazioni di Ginevra. Una protesta contro ogni forma di intolleranza alla vigilia della contestata Conferenza dell’Onu sul razzismo, ribattezzata Durban II.

Discussa e boicottata principalmente per la presenza del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che ha parlato dell’Olocausto come di un mito. Secondo Julie de Rivero, direttrice dell’organizazzione Human’s Right Watch, non partecipare significa voltare le spalle alle vittime del razzismo. “Il problema sta nel fatto che alcuni usano il razzismo per lottare contro il razzismo o l’intolleranza per lottare contro le intolleranze. Per noi questo è inaccettabile”. Grandi assenti alla Conferenza, Stati Uniti, Israele, Canada, Italia, Paesi Bassi e Australia, che presentano, per motivi diversi, riserve sulla bozza del documento finale. Usa e Israele avevano lasciato i lavori della prima conferenza, a Durban nel 2001 quando alcuni stati mussulmani associarono razzismo e sionismo. Il portavoce del ministero degli esteri israeliano: “Questa conferenza doveva essere una riunione per lottare contro il razzismo, ma è diventata un palcoscenico per l’intolleranza”. Una vigilia bollente per Durban II, proprio nel giorno in cui la Polonia celebra gli eroi del ghetto di Varsavia nel giorno del 66esimo anniversario della rivolta.