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Smentisce tutto la giornalista condannata in Iran

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Smentisce tutto la giornalista condannata in Iran

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False dichiarazioni in cambio di una pena ridotta. Risponde cosí Roxana Saberi, la giornalista americana di origine iraniana, alla condanna a otto anni di carcere con l’accusa di spionaggio.

Saberi smentisce attraverso il padre le dichiarazioni rilasciate al tribunale e dice di essere stata tradita: le avrebbero promesso sei mesi di carcere se si fosse dichiarata colpevole di spionaggio. Ma la condanna è andata ben oltre. Trentunenne, nata negli Sates, ma con doppia nazionalità, con padre iraniano e madre giapponese, era ritornata in Iran sei anni fa collaborando con testate internazionali. E’ stata arrestata a gennaio. Il processo era iniziato lunedí davanti al Tribunale Rivoluzionario della capitale. La vicenda di Saberi potrebbe scatenare un nuovo caso diplomatico tra Iran e Stati Uniti, proprio in un momento di apparente distensione tra i due paesi. Oggi in occasione della giornata delle Forze Armate iraniane, il presidente Ahmadinejad non ha lanciato affronti né agli Stati Uniti né a Israele. La ricorrenza si è svolta in un clima piú disteso e con toni moderati che ben si accordano con quelli della nuova amministrazione americana, la quale ha moltiplicato gli inviti al dialogo. Un dialogo necessario, e da condurre con prudenza, soprattutto sul nucleare.