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Obama tende la mano a Cuba e stringe quella di Chavez

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Obama tende la mano a Cuba e stringe quella di Chavez

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Una nuova era nel dialogo con l’America Latina e i Caraibi, in particolare con il nemico storico, Cuba. Al quinto vertice delle Americhe a Trinidad e Tobago gli Stati Uniti promettono la svolta racchiusa nelle immagini della stretta di mano tra Hugo Chavez e Barack Obama.

“Voglio essere tuo amico”,ha detto al capo della Casa Bianca il presidente venezuelano, capofila del fronte anticapitalista e antiamericano, che aveva definito “diavolo” l’ex presidente George Bush. Obama è un uomo intelligente, diverso dal suo predecessore ha aggiunto: “Sono convinto che il presidente Obama, come me, non abbia inibizioni che impediscano di stringerci la mano. Gli sono grato per questo gesto”. Crisi economica, lotta contro il narcotraffico e i cambiamenti climatici: questi i fronti su cui i Paesi della regione devono cooperare secondo Obama. Poi la mano tesa a Cuba, dopo l’allentamento delle restrizioni contro l’isola questa settimana: “Sono qui per aprire un nuovo capitolo del dialogo attraverso la mia amministrazione”, ha affermato Obama. “Per andare avanti non possiamo restare prigionieri di antichi disaccordi. Gli Stati Uniti cercano un nuovo inizio con Cuba. So che la strada da percorrere per cancellare decenni di sfiducia è lunga”. Pur non partecipando al vertice ieri il presidente cubano Raul Castro ha assicurato che l’Avana è pronta al dialogo con Washington su tutto, anche sulla questione dei prigionieri politici e della libertà di stampa.