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Pakistan, aiuti economici per sconfiggere il fondamentalismo

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Pakistan, aiuti economici per sconfiggere il fondamentalismo

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Cinque miliardi di dollari in due anni per rafforzare le istituzioni democratiche, combattere la povertà e innalzare gli stabdard della qualitâ della vita in Pakistan. E’ quanto hanno deciso, a Tokyo, i paesi presenti alla Conferenza dei donatori, organizzata dalla Banca Mondiale.

Tutti d’accordo sulla necessità di ridurre la marginalità economica per riuscire a contenere la diffusione del fondamentalismo, e non solo in Pakistan. “Senza stabilità in Pakistan”, ha detto il premier giapponese Taro Aso, “non può esserci un Afghanistan stabile. La stabilità delle regioni di confine è decisiva, e per questo sottolineo la necessità di aiutare entrambi i paesi ad adottare una strategia comune lungo le frontiere”. Quanto pesi il radicalismo islamico nella società pakistana, d’altra parte, è dimostrato dalla vicenda dell’imam Abdel Aziz, arrestato per l’assalto alla Moschea Rossa, a luglio del 2007. In libertà su cauzione, tornato alle sue preghiere settimanali, ha ribadito la speranza di vedere presto applicata in tutto il mondo la Sharia, ovvero la legge coranica, cosi come accade formalmente nella valle pakistana dello Swat, dove la creazione dei tribunali islamici ha portato a una tregua nel conflitto coi taleban.