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Messico e Stati Uniti insieme contro i narcos

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Messico e Stati Uniti insieme contro i narcos

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Nella lotta al narcotraffico il Messico può e deve contare sugli Stati Uniti. Nella prima visita ufficiale oltre i confini meridionali del suo Paese, il Presidente Barack Obama lancia un segnale forte all’omologo messicano Felipe Calderon. Ammesse le responsabilità di Washington, l’obiettivo di eliminare del tutto traffico di armi o droga non è realistico – dice Obama – ma quello di ridurlo, sì: “Questa guerra – ha detto Obama – si combatte con le armi che si comprano non qui, ma negli Stati Uniti. Più del 90 percento delle armi recuperate in Messico arriva dagli Stati Uniti, da molti negozi di armi che si trovano lungo il confine. Dunque abbiamo anche delle responsabilità, dobbiamo fare la nostra parte. Dobbiamo combattere l’uso di droga nelle nostre città e comunità. Dobbiamo bloccare il flusso verso sud di armi e denaro”.
 
La guerra tra i cartelli della droga in Messico ha fatto più di 6000 morti lo scorso anno. Ultimo episodio, mercoledì: 16 vittime in uno scontro a fuoco tra militari e sospetti trafficanti. Obama vorrebbe fare approvare al Senato un trattato contro il traffico di armi usate dai cartelli dell’America Latina.
 
I rapporti tra Washington e Città del Messico avanzano anche sul fronte dell’immigrazione. Gran parte dei circa 12 milioni di irregolari presenti negli Stati Uniti sono messicani e Obama ha promesso una riforma. Chiesta a gran voce dagli attivisti che si sono riuniti davanti all’Ambasciata degli Stati Uniti della capitale messicana.