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I crolli de L'Aquila erano previsti da 10 anni

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I crolli de L'Aquila erano previsti da 10 anni

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Il destino dei terremotati in Abruzzo era noto da 10 anni: a L’Aquila gli edifici pubblici strategici e speciali in zone a rischio erano vulnerabili.

Un dossier della protezione civile allora guidata da Franco Barberi denunciava la condizione di numerosi palazzi del capoluogo. Ma nulla è stato fatto: “All’Aquila venne fuori che c’erano numerosi edifici con un livello di vulnerabilità molto alto purtroppo, che poi ovviamente si è visto in questo terremoto che si sono comportati pessimamente”. Un dossier che non riguardava solo l’Abruzzo, ma anche Campania, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia. Ora un’inchiesta sta catalogando quel che resta degli edifici crollati. “Dobbiamo sequestrare perchè era necessario conservare la situazione per le indagini, perchè non venissero manipolate e non perdessimo naturalmente le prove delle eventuali responsabilità”. Nel quadro dell’inchiesta saranno sentiti i costruttori di alcuni degli edifici crollati. Intanto la Guardia di Finanza in coordinamento con la procura nazionale antimafia ha avviato un monitoraggio delle società interessate alla ricostruzione per evitare il rischio di infiltrazioni mafiose.