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Europee: votare per l'Ue del futuro

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Europee: votare per l'Ue del futuro

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L’Europa a un incrocio. È questo che si evince dal terzo rapporto sullo stato dell’Unione europea della Fondazione Schuman.

In vista del voto di giugno, i dirigenti europei si interrogano sul disinteresse e la sfiducia verso le istituzioni degli europei. Come invertire questa tendenza? Bruno Le Maire, ministro per gli affari europei francese: “Voglio invogliare i francesi, spiegando il valore di questo scrutinio. Non si tratta di un voto qualsiasi , è un voto con cui si decide il futuro dell’Europa. Vogliamo un’Europa forte con un peso politico forte tra Usa, Cina e PAesi emergenti o al contrario decidiamo di abbandonare l’Europa lasciandola diventare una vasta zona di libero scambio senza regole né peso politico”. Con l’introduzione dell’euro, l’Unione è diventata la prima zona di ricchezza al mondo ed è fuor di dubbio che senza la moneta unica l’impatto della crisi sarebbe stato molto più devastante. Ma proprio la crisi ha messo in evidenza la necessità di un’Europa più politica. Jean-Dominique Giuliani, presidente della Fondazione Schuman: “L’Unione europea è a un incrocio, la congiuntura negativa che ostacola le riforme istituzionali impone una reazione, una reazione politica che possa avere una portata mondiale. Per quanto riguarda la politica estera, deve essere più unita, più credibile e deve avere una politica di difesa più sostenuta. Complice la crisi, si registra un euroscetticismo crescente. Stando agli ultimi sondaggi appena il 30% degli aventi diritto a oggi ha intenzione di andare a votare per le europee. Motivare gli elettori rientra tra i punti in agenda della campagna elettorale.