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Mosca decreta la fine del regime antiterrorista in Cecenia

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Mosca decreta la fine del regime antiterrorista in Cecenia

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Fine del regime antiterrorista in Cecenia: dalla scorsa mezzanotte Mosca ha sospeso l’ordine che faceva della repubblica separatista una zona di operazione antiterrorismo.

Operazione iniziata dieci anni fa dopo numerosi attentati in Russia e in Cecenia per mano degli indipendentisti. Per il presidente della Duma, la camera bassa del parlamento russo, “la decisione presa tiene conto del miglioramento della situazione nella repubblica cecena: a Grozny , cosi’ come in altre regioni, oggi si costruisce. Ci sono nuovi monumenti, ormai la Cecenia è diventata una destinazione turistica.” Repubblica autonoma all’interno della Federazione russa, la Cecenia ha piu’ volte tentato nel corso della sua storia di conquistarsi l’indipendenza, pagando un prezzo molto alto. Già il 27 marzo scorso il presidente russo Medvedev aveva parlato di normalizzazione in Cecenia, e annunciato il ritiro di ventimila soldati dalla repubblica caucasica. Mosca ha lanciato l’operazione antiterrorismo nel 1999, dando il via di fatto a una seconda guerra dopo quella durata dal ’94 al ’96. A scatenare l’offensiva l’incursione armata nella vicina repubblica caucasica del Daghestan, nell’agosto del ’99, da parte dei combattenti ceceni sotto il comando di Shamil Bassaiev. A pagare il prezzo piu’ alto la popolazione di Grozny e la città stessa. I dati forniti dal Cremlino e dagli indipendentisti divergono sul numero delle vittime, diverse decine di migliaia, in ogni caso. Ma si concorda sul numero di rifugiati: 200mila persone. E tutta una regione da ricostruire.