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Sciopero della fame, il governo non cede

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Sciopero della fame, il governo non cede

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Nessuna concessione. Cosi’ il governo belga ai seicento immigrati, da due mesi in sciopero della fame per la regolarizzazione nel paese.

Chiedono di uscire dalla clandestinità con l’applicazione della disciplina approvata un anno fa ma mai resa operativa. Con le elezioni regionali alle porte per i liberali fiamminghi l’ipotesi è piu’ che mai inopportuna. Le condizioni degli scioperanti sono ormai gravi. Dottoressa Rota Vanobberghem: “La gente non si muove quasi piu’: restano tutti distesi e sono molto stanchi. Hanno dolori dappertutto, mal di testa, vertigini. La situazione peggiora di giorno in giorno”. In duecento tra richiedenti asilo ed immigrati si trovano nel parcheggio dell’Università francofona di Bruxelles, altri duecento in una chiesa della capitale. Ma la protesta si è allargata a macchia di leopardo tutto il paese. Il governo teme che cedendo il numero dei partecipanti allo scipero della fame si moltiplichi ancora.