ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Pescatori francesi: secondo giorno di protesta

Lettura in corso:

Pescatori francesi: secondo giorno di protesta

Dimensioni di testo Aa Aa

Lunghe code di Tir sulle due sponde della Manica: è l’effetto piú immediato e visibile della protesta dei pescatori francesi. Chiedono un aumento delle quote del merluzzo e della sogliola e non sono propensi a compromessi.

Da ieri un centinaio di pescherecci bloccano i porti di Boulogne-sur-Mer, Calais e Dunkerque, con ripercussioni anche su Dover. Minacciano di fermare anche l’Eurotunnel in assenza di risultati. Uno dei manifestanti: “Vogliamo che aumentino le quote. E’ tutto. E non vogliamo soldi, vogliamo poter lavorare e vivere del nostro lavoro, è tutto”. Muro contro muro: anche la Commissione Europea non è disposta a concessioni per difendere le specie minacciate da eccesso di sfruttamento. Nathalie Charobonneau, portavoce della Commissione Pesca e Affari Marittimi: “ A chi chiede se ci sia un margine di manovra sulle quote, la risposta è no. Di fronte a una situazione del genere, ovviamente la soluzione non passa attraverso un aumento delle quote, che avrebbe il solo risultato di far precipitare gli stock di pesce e a lungo termine di portare alla rovina le flotte”. La protesta dei pescatori ha già avuto gravi conseguenze sul traffico di passeggeri e merci attraverso la Manica e sulle autostrade inglesi. In serata è previsto l’incontro tra i manifestanti e il ministro francese per la pesca Michel Barnier.