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India, da domani un mese di elezioni

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India, da domani un mese di elezioni

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Inizia domani la kermesse elettorale indiana. Ci vorrà un mese per completare le elezioni, nella più grande democrazia del mondo. I numeri sono impressionanti: 714 milioni di votanti, 828 mila seggi presidiati da 6 milioni di poliziotti e osservatori, per eleggere i 543 deputati della Camera bassa.

Due partiti si contendono la vittoria: quello di centro sinistra di Sonia Gandhi, attualmente al potere col primo ministro Manmohan Singh, un sikh di 76 anni, che incarna la complessità etnica e sociale di questo enorme Paese; e il partito del popolo, nazionalista di destra, di Lal Krishna Advani, indù di 81 anni. Ma i sondaggi indicano che nessuna delle due formazioni riuscirà a governare da sola. Per formare una coalizione potrebbe rivelarsi decisivo il ruolo di partiti regionali, come quello di Mayawati Kumari, indù della classe degli intoccabili. “E’ triste constatare che nessun partito parli dei problemi fondamentali come istruzione, salute, energia, alloggi, occupazione – dice un analista – oppure di come rilanciare l’economia, che va piuttosto male di questi tempi. Sono questioni destinate a restare senza risposta”. Le elezioni si svolgono, a partire da domani, su 5 date. I risultati saranno resi noti il 18 maggio. Gli exit-poll sono proibiti. Decima economia del mondo e potenza atomica, l’India è attraversata da profonde tensioni sociali e interconfessionali tra indù, musulmani, cristiani e sikh.