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In UBS tempi difficili prima della ripresa

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In UBS tempi difficili prima della ripresa

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Le perdite di Ubs costeranno il taglio dell’11% dei dipendenti. La notizia ha scatenato molte reazioni, tra cui quelle dei giovani di sinistra che hanno chiesto agli azionisti una firma per avere ancora opportunità di formazione all’interno del colosso finanziario svizzero. Ubs ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un netto deflusso di fondi e per gestire le perdite si rende necessario un taglio dei costi. La banca ha annunciato altri 8.700 licenziamenti.

“La strada verso il successo è ancora lunga – ha spiegato l’amministratore delegato Oswald Grübel davanti all’assemblea genrale a Zurigo – Usciremo dalla crisi a piccoli passi, rispettando la legge “. Le priorità del nuovo management di Ubs sono: riconquistare il capitale di fiducia e risportare l’istituto bancario alla redditività. In linea con questa strategia saranno tagliati anche i compensi dei manager e i benefici aggiuntivi. “Abbiamo preso atto dell’importante sforzo per ridurre i costi, soprattutto ai livelli direzionali, elimando privilegi, inopportuni in tempi di crisi – spiega Denise Chervet dell’associazione dei dipendenti – Apprezziamo questo sforzo alla luce delle altre misure di riduzione del personale”. Nel primo trimestre dell’anno UBS ha segnato una perdita pari a circa un miliardo e trecentoventi milioni di euro. Le attività operative dei prossimi mesi prevedono un risparmio superiore ai due miliardi di euro.