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Estradizione sospesa per Demjanjuk, presunto boia nazista

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Estradizione sospesa per Demjanjuk, presunto boia nazista

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Sfugge di nuovo all’estradizione il presunto boia nazista di Sobibor. John Demjanjuk, 89 anni, accusato dalla giustizia Usa di avere contribuito attivamente allo sterminio di 29 mila ebrei nel campo di concentramento polacco, era già stato trasportato a forza in aeroporto quando una corte d’appello federale ha accolto la richiesta del figlio di sospendere l’estradizione.

Demjanjuk, originario dell’Ucraina, è arrivato negli Stati Uniti nel 1952, dove ha preso la cittadinanza. Nel 1986 viene estradato in Israele con l’accusa di essere “Ivan il Terribile”, una guardia del campo di Treblinka. Condannato a morte, la sentenza è ribaltata dalla Corte suprema israeliana: alcuni elementi forniti dall’ex Kgb farebbero pensare a uno scambio di persona. Rientrato negli Stati Uniti, nuove indagini sembrano confermare la sua presenza in alcuni campi in Polonia e in Germania. Nel 2002 perde la cittadinanza americana e tre anni più tardi la giustizia Usa ne autorizza l’estradizione in Ucraina, Polonia o Germania. È quest’ultima lo scorso marzo a emettere un mandato d’arresto. Ma all’ultimo momento, il colpo di scena: per ora, Demjanjuk resta negli Stati Uniti. Per il figlio, estradarlo nelle sue condizioni di salute equivarrebbe a una tortura.