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Contestato sin dall'insediamento il neo Premier ungherese

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Contestato sin dall'insediamento il neo Premier ungherese

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Sono in migliaia, sono in gran parte militanti dell’estrema destra. Chiedono elezioni anticipate in Ungheria.

Mentre in parlamento si votava l’avvicendamento fra il Premier uscente e il nuovo capo dell’esecutivo, loro bruciavano le bandiere dell’Unione Europea e protestavano contro le misure da austerity già annunciate per far uscire il Paese dal caos economico. La disillusione di alcuni manifestanti la dice lunga sulla crisi di popolarità dell’ex Priemer Ferenc Gyurcsany che sembra sfiducia generale nella classe politica: “Non è altro che un cambio fra due iene: il bugiardo traditore e mafioso che ci faceva da Primo ministro è stato sostituito da un altro bugiardo mafioso”. Nell’aula del Parlamento Gordon Bajnai, uomo d’affari già titolare del ministero dell’Economia, sostenuto dai socialisti e dai democratico liberali, ha promesso di svolgere un ruolo da tecnico: “La crisi mondiale è una condizione eccezionale che richiede decisioni eccezionali nella sfera politica, a livello dello Stato e egualmente da parte della gente. Lo dirò chiaramente: non sono qui come politico e oratore, sarò puramente un gestore della crisi”. Quest’anno le prospettive di sviluppo in Ungheria sono nere, con una recessione del 6%. In queste condizioni lo Stato ha evitato la banca rotta solo grazie a un credito da 20 miliardi di euro da parte del Fondo Monetario e dell’Unione Europea.