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Fidel sulle aperture degli Usa: "Fiducia in Obama, ma chiediamo la fine dell'embargo"

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Fidel sulle aperture degli Usa: "Fiducia in Obama, ma chiediamo la fine dell'embargo"

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“Cuba non ha dubbi sula volontà del presidente Obama di cambiare la politica e l’immagine degli Stati Uniti”, ma l’Avana chiede la fine del blocco e non qualsiasi elemosina. E’ la risposta di Fidel Castro, affidata a un sito web ufficiale, all’annuncio degli Usa che si avviano a revocare le restrizioni sui viaggi e sulle rimesse degli emigrati.

“Cinquanta anni di embargo, avanti e indietro, eppure alla fine non hanno ottenuto nulla”, commenta un cubano che ha vissuto sei anni a Miami. “Quello che è importante adesso però è che possano migliorare le relazioni internazionali”. Primi effetti economici del disgelo, il via libera alle imprese occidentali di telecomunicazioni a investire a Cuba. “Vogliamo accrescere il flusso di informazioni tra i cubani e tra loro e il resto del mondo”, spiega un funzionario della Casa Bianca. “Uno dei modi è di permettere alle compagnie telefoniche di fornire servizi sull’isola”. In base alla riforma decisa da Obama, sarà possibile per la comunità cubana all’estero di inviare denaro ai propri parenti, mentre sono già allo studio progetti per istituire stabili collegamenti aerei tra l’Avana e gli Stati Uniti.