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I "rossi" di Takhsin non si fermano. Il premier rivendica l'uso della forza ma fa appello al dialogo

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I "rossi" di Takhsin non si fermano. Il premier rivendica l'uso della forza ma fa appello al dialogo

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Fino a lunedi mattina, e dal 26 marzo, data di inizio della mobilitazione, l’esercito aveva mantenuto una sorta di neutralità. Una linea abbandonata all’alba di lunedi, dopo che i “rossi” di Takhsin Shinawatra avevano bloccato le zone nevralgiche della capitale.

Solo pochi giorni prima i rivoltosi avevano invece ottenuto la cancellazione del vertice dei paesi asiatici a Pattaya, segnando un successo insperato. Il premier Abhisit Vejjajiva, dopo aver legittimato l’uso della forza, ha rinnovato all’opposizione l’appello al confronto, “per costruire insieme una società forte e pacificata”. Ma l’appello rischia di cadere nel vuoto. Ieri dal suo esilio britannico, Takhsin Shinawatra aveva esortato i suoi sostenitori a non rinunciare alla lotta, dichiarandosi pronto a tornare in patria e a sfidare le autorità, se solo si tentasse di risolvere la crisi col ricorso alla forza.