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Thailandia, manifestanti ignorano stato di emergenza e sfidano il governo

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Thailandia, manifestanti ignorano stato di emergenza e sfidano il governo

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La lotta è sproporzionata, ma i militari thailandesi, finora, si sono astenuti dall’uso della forza. Tanto che alla fine sono i manifestanti antigovernativi, con e senza le loro magliette rosse, che hanno la meglio sui carri armati.

Se si dovesse dire chi, tra il governo e i suoi oppositori, ha gridato più forte, al termine di una giornata che di tensione ne ha vista tanta, basterebbe mostrare queste immagini: la macchina è quella del primo ministro Abhisit Vejjajiva, ma dentro lui non c’era. Era appena scappato dal ministero degli Interni, poco prima che l’edificio venisse preso d’assalto. In mattinata, il premier aveva decretato lo stato di emergenza per Bangkok e dintorni, autorizzando il dispiegamento dei mezzi militari nelle strade e vietando i raduni. I manifestanti non si sono lasciati intimidire e in migliaia si sono raccolti davanti alla sede del governo e alla prefettura centrale. La sera ha portato un po’ di calma, e anche una telefonata dell’ex premier in esilio Thaksin Shinawatra, che ha esortato le camice rosse a continuare con le proteste per rovesciare il governo. Thaksin si è detto pronto a rientrare in Thailandia sfidando i divieti, se le autorità useranno le maniere forti.