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Perù, imboscata di Sentiero luminoso uccide almeno 13 militari

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Perù, imboscata di Sentiero luminoso uccide almeno 13 militari

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Sentiero Luminoso rialza la testa in Perù, con un’imboscata ai danni di due convogli militari, che giovedì scorso ha fatto almeno tredici morti.

Si tratta dell’azione più sanguinaria da ottobre, quando i guerriglieri maoisti si erano resi protagonisti di un altro attacco, uccidendo dodici militari e due civili. Come a dire che il governo non può non fare i conti con loro. “Non capiscono che la violenza deve appartenere al passato del nostro paese – sostiene il primo ministro – sono dei pazzi, uccidono soldati e poliziotti ma non possono sconfiggere né l’esercito né la polizia, e tanto meno la democrazia”. Gli attacchi sono avvenuti nel dipartimento di Ayacucho, 500 chilometri a sud est della capitale Lima. Una zona montagnosa vicina alla giungla, tradizionale roccaforte del gruppo armato, che da qualche anno si finanzia con i proventi delle foglie di coca. Il Perù ne è il secondo produttore mondiale e le imboscate mirerebbero proprio a contrastare i tentativi del governo di eradicare le coltivazioni. Pressoché sconfitto all’inizio del 2000, Sentiero Luminoso tenta una rinascita, dopo l’arresto e la successiva condanna del suo leader storico, Abimael Guzman.