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Terremoto: sotto accusa un'edilizia scellerata

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Terremoto: sotto accusa un'edilizia scellerata

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I villaggi abruzzesi intorno all’Aquila dopo il terremoto. Una mappa della distruzione che parla da sola.Alcuni edifici con anni di storia alle spalle come l’anfiteatro romano di Amiternum sono rimasti in piedi, beffardi.

Mentre altre costruzioni moderne che si fregiavano del titolo di architettura antisismica, secondo la legge del 1974 e poi del 1996, sono crollate miseramente. Il caso più emblematico all’Aquila è quello dell’ospedale San Salvatore, progettato negli anni sessanta, ma è una fabbrica del duomo e non sarà completato che nel 2003. Per aggiurnare le tecniche di costruzione in zona sismica con la nuova normativa? Macché. Già si punta il dito sui soliti sospetti. Il cemento, la corruzione e la criminalità organizzata. Cemento fatto con la sabbia di mare, con materiale scadente, per guadagnarci sopra più del dovuto. In luglio, il governatore dell’Abruzzo e nove altre persone sono finite in manette per corruzione. Il presidente della repubblica Giorgio Napolitano in visita sui luoghi del disastro non parla di corruzione o mafie, ma di responsabilità collettiva. Chi sapeva, chi non controllava, chi risparmiava sulla pelle delle vittime future. “Nessuno è senza colpa. Molti sono stati coinvolti nella costruzione dei palazzi crollatio. Deve esserci un esame di coscienza collettivo”, dice Napolitano. Tutti invocano nuove norme antisismiche. Nuove misure erano già piovute dopo il sisma che fece crollare la scuola di San Giuliano nel 2002, ma il governo Berlusconi ne aveva posticipato l’entrata in vigore fino al 2010.