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Georgia: ultimatum dell'opposizione a Saakashvili

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Georgia: ultimatum dell'opposizione a Saakashvili

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L’opposizione georgiana da un ultimatum al Presidente Mikhail Saakashvili: 24 ore per dare le dimissioni o indicare una via d’uscita costituzionale per un cambiamento politico pacificio. In centro a Tbilisi s’annuncia una resistenza ad oltranza:

“Resteremo qui finchè non avremo ottenuto la libertà, fino al giorno in cui tutti sentiranno che una vera democrazia è possibile in Georgia” dice una manifestante. 100/120 mila persone sarebbero quelle scese in piazza davanti al Parlamento georgiano. “Entro 24 ore avremo una risposta dal Presidente Saakashvili al nostro ultimatum: fino ad allora resteremo qui” ha detto David Magradze. La piazza della protesta è la stessa che vide la Rivoluzione delle Rose che nel 2003 portò alla Presidenza Saakashvili. “Quello in carica è un Presidente che ha perso il 20% del territorio georgiano” attacca Nino Burjanadze, già Presidente del Parlamento e ora leader d’opposizione. “Saakashvili ha riportato le basi russe nel nostro territorio, ha messo una pietra tombale sulle aspirazioni della Georgia ad entrare nella Nato”. E l’avventura della guerra dell’agosto 2008 è il fulcro delle critiche a Saakashvili. Un braccio di ferro, quello con la Russia riguardo i territori indipendentisti di Abkhazia e Ossezia del Sud, che ha creato una frattura insanabile nell’opinione pubblica georgiana.