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Procura moldava avvia inchiesta per tentato golpe

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Procura moldava avvia inchiesta per tentato golpe

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Da crisi politica interna a crisi diplomatica. Le proteste che da martedì destabilizzano la Moldova hanno scatenato uno scontro fra Chisinau e la Romania, accusata dal Presidente moldavo Vladimir Voronin di aver fomentato la rivolta contro il governo comunista.

L’ambasciatore rumeno a Chisinau ha avuto 24 ore di tempo per lasciare il Paese. Intanto Bucarest contrattacca definendo provocatorie le affermazioni di Voronin. “Consideriamo le accuse della Moldova come una provocazione per lo Stato rumeno” ha detto il Primo ministro Emil Boc. “Il nostro governo considera tutto ciò inaccettabile”. Il territorio moldavo venne annesso in epoca sovietica alla Romania. Paese dal quale si è reso indipendente nel 1991. La vittoria dei comunisti alle elezioni legislative di domenica ha scatenato una vera rivolta da parte dell’opposizione, sfociata martedì nell’occupazione del parlamento da parte dei manifestanti. Una vittoria che tra l’altro, a differenza di quanto indicato dalle proiezioni, non darà alla maggioranza i seggi sufficienti ad eleggere il nuovo Capo di Stato, in base ai risultati ufficiali. La procura di Chisinau ha nel frattempo aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di tentato colpo di Stato. Oltre 190 persone sono state fermate dalle forze dell’ordine.