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Polonia, un medico su sei lavora all'estero

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Polonia, un medico su sei lavora all'estero

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I polacchi emigranti non hanno più in mano la chiave inglese, come l’idraulico diventato in mezza Europa il simbolo dell’artigiano arrivato dall’Est.

Ora visitano i pazienti e scrivono ricette. Un medico polacco su sei, infatti, lavora all’estero, secondo un rapporto dell’organizzazione di categoria: circa ventimila persone, soprattutto anestestisti, chirurghi, ortopedici, radiologi. Settemila cinquecento circa lavorano all’interno dell’Unione Europea, tanti in Gran Bretagna. Molti di loro – sottopagati negli ospedali pubblici del loro Paese – si sono trasferiti all’estero nel 2004, anno dell’adesione della Polonia all’Unione.