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L'Aquila: una città fantasma, trasferita nelle tendopoli

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L'Aquila: una città fantasma, trasferita nelle tendopoli

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In giugno si sarebbe fatta la prima prova di evacuazione. Ma a L’Aquila il terremoto è arrivato prima.

Il Premier Silvio Berlusoni ha visitato per la terza volta il capoluogo abruzzese. La popolazione sconvolta, in preda al terrore per la terra che non ha più smesso di tremare, dalla scossa principale di domanica notte. Il sindaco Massimo Cialente ha firmato un’ordinanza che rende inagibile l’intero centro storico. Quasi 18.000 persone vivono ora nelle tende. “Tre notti in macchina” spiega una sfollata. “Ieri sera poi ci hanno assegnato la tenda…”. “Qual è la cosa che la preoccupa di piu?” chiede una giornalista. “Per i bambini”. “Siamo già in una certa età, non lo so” dice un’anziana che ora vive in tenda. “Ci spavena quello che viene”. L’Aquila non è il centro più colpito. A Onna, teatro nel 1944 di una strage nazista, vivevano meno di 300 persone. I morti sono stati 39.