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Moldova: un'altra giornata di tensione

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Moldova: un'altra giornata di tensione

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La polizia moldava è pronta ad affrontare un’altra giornata di tensione. Dopo una notte tranquilla i manifestanti che da due giorni protestano contro le autorità hanno cominciato a radunarsi fuori dal Parlamento e dal palazzo presidenziale a Chisinau, capitale del Paese.

Il presidente Vladimir Voronin ha accusato la Romania di essere implicata nei violenti scontri che in due giorni hanno provocato un morto, un centinaio di feriti e quasi 200 arresti. Il Capo dello Stato ha annunciato l’introduzione di un visto per l’ingresso nel Paese per chi proviene dalla Romania. Le proteste sono guidate dall’opposizione anticomunista sorretta dal movimento studentesco. I manifestanti denunciano i presunti brogli che domenica hanno portato alla vittoria del partito comunista di Voronin nelle elezioni politiche. Ieri alcune centinaia di persone hanno fatto irruzione nella sede del Parlamento distruggendo gli arredi, appiccando il fuoco e gettando oggetti dalle finestre. Finora la polizia ha evitato di intervenire con la forza per bloccare gli insorti. Ma Voronin ha minacciato di dare l’ordine se nelle prossime ore la situazione dovesse di nuovo degenerare.