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Moldova, la rivolta continua

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Moldova, la rivolta continua

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La rivolta, in Moldova, non è finita. La polizia ha ripreso nella notte il controllo del palazzo presidenziale e del Parlamento, assaltati ieri da manifestanti che protestavano contro l’esito delle elezioni di domenica scorsa, vinte dal partito comunista al potere. Ma nuove proteste sono annunciate per oggi nella capitale Chisinau. Protagonisti della rivolta soprattutto giovani studenti. Smentito un accordo tra maggioranza e opposizione, annunciato ieri, per un nuovo conteggio dei voti.

L’instabilità della Moldova rischia di complicare gli sforzi per risolvere la questione della Transnistria, regione separatista russofona. Il sindaco di Chisinau, esponente dell’opposizione liberale, rivendica il diritto dei cittadini alla protesta, pur condannando gli atti di violenza, e stigmatizza le affermazioni del presidente Vladimir Voronin che parla di un colpo di stato della destra. Le manifestazioni di ieri hanno provocato un morto e un centinaio di feriti, in occasione degli incendi appiccati agli edifici pubblici. La polizia non ha contrattaccato, attendendo che la folla si disperdesse prima di riprendere il controllo del Parlamento e del Palazzo presidenziale.