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Berlusconi dice sì agli aiuti, ma solo per ricostruire

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Berlusconi dice sì agli aiuti, ma solo per ricostruire

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Per gestire l’emergenza immediata l’Italia se la caverà da sola. Ma i Paesi che vorranno contribuire alla ricostruzione saranno i benvenuti.

E’ in sintesi la posizione del governo di fronte alla distruzione in Abruzzo. Località come Onna sono completamente rase al suolo. A L’Aquila i due terzi degli edifici sono crollati o inagibili. La città delle 99 chiese, oltre alle vittime, ha pagato un pesante tributo in termini di patrimonio artistico. E’ su questo versante in particolare che il Premier Silvio Berlusconi apre agli aiuti esteri. Già partita inoltre la richiesta per sbloccare il fondo europeo per le catastrofi naturali creato nel 2002. Intanto l’emergenza è quella di chi non ha un tetto: almeno 17.000 persone. Oltre a quelle allestite dalla protezione civile, migliaia di tende sono state consegnate a L’Aquila con 5 tir di Poste Italiane. Il Presidente del Consiglio, che si era già recato sul posto lunedì, è tornato in Abruzzo ieri, soprattutto per convincere gli sfollati a sistemarsi negli alberghi messi a disposizione sulla costa. “Fate i bravi ragazzi” ha scherzato con alcuni bambini che gridavano ‘viva Milan’. “E chiedete alle vostre mamme di portarvi al mare. Ci sono delle stanze d’albergo che vi aspettano”. A Pescara e in altre località della costa adriatica il governo ha garantito complessivamente 6.500 posti letto in strutture alberghiere. Ma sono tanti i titolari di hotel e pensioni che offrono a sfollati e soccorritori tariffe simboliche.