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Tra le case distrutte e i sopravvissuti: "Non abbiamo più niente"

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Tra le case distrutte e i sopravvissuti: "Non abbiamo più niente"

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Passata la paura iniziale, i sopravvissuti cominciano a cercare le parole per descrivere l’incubo da cui sono riusciti a scappare. E’ il caso di una donna, ricoverata in un ospedale da campo, sotto una tenda alle porte dell’Aquila.

“Hanno dovuto scavare per tirarmi fuori perchè io ero proprio completamente sommersa da questi detriti. Ero soltanto fuori con le braccia” I superstiti si rendono conto di aver evitato il peggio. Ma davanti alle case in rovina, capiscono anche che è tutta la loro vita a cedere. “Non so quando potrò tornare a casa. E’ difficilissimo, credo che sia un sogno. Pazienza. L’importante è salvare le penne, giusto?” dice una ragazza. “Adesso siamo come fantasmi. La casa, è quella là, è in quelle condizioni. Abbiamo passato una vita a risparmiare, per farci una casa e adesso non abbiamo niente”. “Speriamo che questa volta al governo – lo dico in maniera molto chiara – siano meno ladri e più umani. Ne abbiamo bisogno, come tanta gente d’altronde” La disillusione degli italiani è un fatto noto. D’altra parte, a Messina c‘è chi vive ancora oggi nelle baracche costruite dai soccorritori dopo il sisma del 1908…