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Turchia, Obama difende la sua posizione sul genocidio armeno

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Turchia, Obama difende la sua posizione sul genocidio armeno

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Lotta al terrorismo, pace in Medio Oriente, impegno contro la proliferazione nucleare. E’ un’agenda ampia quella affrontata da Barack Obama nella sua visita ufficiale in Turchia, la prima in un paese a maggioranza musulmana.

Il presidente americano ha riaffermato l’importanza strategica della Turchia per le operazoni in Iraq e Afghanistan ed è anche riuscito a difendere la sua posizione sul massacro degli armeni nel 1915, senza mai usare il termine genocidio di cui i turchi non vogliono sentir parlare. “E’ stato un incontro molto proficuo e questo mi rende fiducioso che saremo in grado di rafforzare le relazioni bilaterali e anche di mettere a punto una serie di strategie che ci permetteranno di avvicinare l’Occidente e il Mondo musulmano”. Il presidente si è anche detto incoraggiato dai negoziati avviati da Turchia e Armenia per risolvere i loro contenziosi. Il presidente turco Abdullah Gul gli ha risposto che Ankara non intrattiene rapporti con l’Armenia, ma che, al fine di normalizzare la situazione, sono state avviate delle trattative che potrebbero sfociare in un esito positivo. Sintonia e strette di mano sul piano ufficiale, ma i sondaggi indicano che nella popolazione turca in pochi vedono di buon occhio l’alleanza con Washington. Non a caso, ad Ankara e Istanbul la visita di Obama è stata accolta da cortei di protesta.