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Il sostegno di Obama all'adesione della Turchia all'Ue fa arrabbiare Parigi

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Il sostegno di Obama all'adesione della Turchia all'Ue fa arrabbiare Parigi

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Europa e Turchia: se un matrimonio si farà, non sarà a breve, ma il solo argomento basta a innescare frizioni, ora anche con gli Stati Uniti.

E’ accaduto domenica a Praga, quando Barack Obama si è pronunciato per l’ingresso di Ankara nell’Unione. Unico punto di contrasto dopo giorni di totale armonia tra la nuova amministrazione americana e i leader europei. “Procedere verso l’adesione all’Unione europea – ha detto Obama – sarebbe un segnale importante del nostro impegno in questa direzione e permetterebbe di ancorare fortemente la Turchia all’Europa”. Far entrare la Turchia nell’Unione per migliorare le relazioni con il mondo musulmano. Parole in sintonia con la posizione di Barroso, presidente della Commissione europea, ma bocciate senza esitazione dal francese Nicolas Sarkozy. “Trattandosi dell’Unione europea spetta ai suoi membri decidere. Mi sono sempre opposto a questo ingresso e continuero’ a farlo. Credo che la grande maggioranza degli Stati europei la pensino come la Francia. La Turchia è un grande Paese, alleato dell’Europea e degli Stati Uniti, e deve restare un partner privilegiato. La mia posizione non è cambiata e non cambierà”. Più diplomatica, ma altrettanto restia ad accogliere Ankara nel club dei Ventisette, Angela Merkel. Anche il cancelliere tedesco ha fatto allusione all’ipotesi del partenariato. “Penso – ha detto – che strette relazioni con il mondo musulmano e in particolare con la Turchia siano nell’interesse di tutti noi. Come si possano realizzare, se attraverso un partenariato privilegiato o una piena adesione, è ancora oggetto di dibattito”. Con la Turchia, l’Unione ha avviato negoziati in vista di una futura adesione, che tuttavia non potrà avvenire a breve. Ad ostacolare il cammino di Ankara, è la lentezza di riforme istituzionali, oltre che il veto di Cipro.