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Detenuti Guantanamo, Europa divisa sulla loro accoglienza

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Detenuti Guantanamo, Europa divisa sulla loro accoglienza

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Europa divisa sull’appello degli Stati Uniti ad accogliere gli ex detenuti di Guantanamo. A Lussemburgo il Consiglio dei Ministri della Giustizia e dell’Interno dell’Unione si è sforzato di definire una linea e delle regole comuni per rispondere alla richiesta americana. Ci sono paesi pronti ad accogliere gli ex detenuti, altri disposti a farlo purché venga definito una sorta di ‘ombrello’ europeo e quelli che rifiutano ogni coinvolgimento

“La responsabilità di accogliere o meno un ex detenuto dipende dai singoli stati membri, che sono liberi di dire sì o no” afferma il Commissario europeo alla giustizia Jacques Barrot. Tra i paesi favorevoli: Francia, Portogallo, Spagna, Regno Unito e Italia. Tra i contrari: Austria, Svezia, Olanda, Repubblica Ceca e Polonia. Indecisi Germania, Belgio, Lussemburgo. Alcuni stati temono infatti per la loro sicurezza interna. “Stiamo parlando di una sessantina di persone su cui non pende nessun crimine e che non sono mai state processate per quello che si suppone abbiano fatto” afferma Susi Dennison, di Amnesty International. “Il governo americano aveva detto a molti di loro già anni fa che sarebbero stati liberati. I membri dell’Unione Europea hanno l’obbligo morale di fare il possibile per mettere fine a tutto cio e trovare una soluzione affinché queste persone possano rifarsi una vita” I Ventisette dichiareranno la loro decisione sulla richiesta del Presidente americano, che si è impegnato a chiudere il carcere entro gennaio 2010, nella prossima riunione dei Ministri dell’Interno prevista a inizio giugno.