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Sparatoria a New York, parlano le vittime

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Sparatoria a New York, parlano le vittime

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L’america s’interroga sul quinto massacro della follia in pochi mesi. Ieri un uomo di origini vietnamite si è introdotto in un centro di assistenza per immigrati ed ha aperto il fuoco: tredici i morti. Dopo avere tenuto in ostaggio per ore una quarantina di persone avrebbe puntato l’arma contro sé stesso. Nella struttura si tenevano corsi di lingua per ottenere i visti e prepararsi al test per la cittadinanza americana.

“Mia madre era nell’edificio- dice una vittima- siamo stati qui per otto ore ad aspettare di sapere in quale lista fosse, e non è in quella dei sopravvissuti”.

La strage è avvenuta a Binghamton, un piccolo centro a 200km a nordovest di New York. Il killer, 42 enne , è entrato con due pistole nella sede dell’American Civic Association e ha aperto il fuoco, l’uomo era stato da poco licenziato potrebbe essere stata la disperazione a spingerlo all’omicidio suicidio. I testimoni raccontano:

“I poliziotti sono entrati e poi sono usciti all’improvviso portando via un uomo, in ambulanza”

L’autore dell’assalto abitava poco lontano, per recarsi al centro immigrati e compiere la strage ha utlizzato l’auto del padre. Dopo averla parcheggiata in modo da bloccare l’uscita sul retro, ha varcato la soglia aprendo il fuoco.