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G20, lotta alla speculazione e ai "paradisi fiscali"

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G20, lotta alla speculazione e ai "paradisi fiscali"

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Il G20 di Londra si è concluso ieri con un accordo anticrisi, definito dai partecipanti storico. Per il denaro investito, cinque mila miliardi di dollari e per la comune volontà di riformare il sistema economico-finanziario internazionale, finora lasciato all’autoregolamentazione. L’obiettivo è evitare la periodica esplosione di bolle speculative che giovano a pochi e mettono sul lastrico gli altri. Per questo verrà creato anche un nuovo organismo sovranazionale, con ruolo di controllo.

“Abbiamo fatto un sforzo enorme per concordare una riforma organica di un sistema di regole sbagliato- ha detto Obama. La priorità ora è interrompere il circolo vizioso delle speculazioni che mette a rischio la nostra prosperità” Obama ha tenuto a margine del G20 colloqui riservati con i leader di India, Cina e Russia. Da Dmitri Medvedev il plauso per lo spirito di collaborazione che ha ispirato il meeting. “Ventincinque anni fa , era impossibile immaginare che stati tanto diversi per tipo di economia mentalità, tradizioni storiche, potessere raggiungere un accordo in una situazione tanto difficile quanto quella attuale” Tra le nuove regole compare anche un maggiore rigore nei confronti dei paradisi fiscali. Sono state pubblicate tre liste: bianca, grigia e nera. Colori che definiscono il grado di adesione ai criteri di maggiore trasparenza. “Chi terrà i propri averi nel nostro paese lo farà per i suoi servizi – dice l’ambasciatore del Lichtenstein paese che compare nella lista grigia- noi possiamo aiutarli a regolarizzarsi, cosa che è nell’interesse dei paesi d’origine”. Il Lichtenstein ha già reso nota la propria volontà di collaborare per togliere il segreto da operazioni definite a rischio, soprattutto in caso di frode fiscale.