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Orario di lavoro: a un'impasse i negoziati

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Orario di lavoro: a un'impasse i negoziati

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Fumata nera al tavolo delle trattative tra Consiglio e Parlamento europeo per trovare un’intesa sulla direttiva per l’‘orario di lavoro. Dopo dieci ore di negoziati si è arrivati a un nulla di fatto.

Le differenze persistono su due punti: la clausola volontaria di autoesclusione, che prevede di superare il monte ore lavorativo massimo previsto per una settimana, se un dipende accetta e ancora come calcolare i tempi di stand by di alcune professioni come le guardie mediche e i tempi morti per i pompieri per esempio. Per molti le trattative appena concluse rappresentavano l’ultima possibilità per arrivare a una conciliazione. L’eurodeputata che guidava la delegazione parlamentare, Mechtild Rothe ha dichiarato che i governi dei 27 non hanno cambiato posizione. Nel giugno scorso i 27 avevano trovato un accordo per trovare un quadro normativo alle deroghe che permettono ai dipendenti di negoziare un plafond d’ore settimanali superiore alle 48. Nel dicembre scorso il parlamento aveva respinto a larga maggioranza questa misure, chiedendo la fine delle deroghe.