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G20: Stati Uniti e Europa, due visioni del problema crisi da conciliare

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G20: Stati Uniti e Europa, due visioni del problema crisi da conciliare

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La grande macchina del G20 si è messa in moto. Scopo dei maggiori leader mondiali è lasciare Londra con un piano per riorganizzare l’assetto finanziario globale.
 
Il Premier britannico Gordon Brown ha offerto una cena di lavoro al numero dieci di Downing Street. Ciascuno dei partecipanti porta a questo summit storico la propria lettura della crisi, la propria ricetta per superare la recessione mondiale.
 
Germania e Francia fanno da apripista sul fronte di quanti chiedono in primo luogo nuove, rigide regole per i mercati finanziari globali. Il metodo degli Stati Uniti è invece quello dei piani di stimolo dell’economia. E Washington potrebbe rendersi disponibile sul tema scottante dei paradisi fiscali.
 
Ufficialmente i lavori del vertice si aprono oggi, giovedì 2 aprile, ma le varie cancellerie hanno già ampiamente discusso e preparato le posizioni da esporre nelle tavole rotonde.
 
Nonostante l’atmosfera di distensione e cordialità che aleggiava al ricevimento dato dalla Regina Elisabetta Seconda a Bakingam Palace, non sembra scontato che il G20 si concluda con l’intesa su un documento definitivo.