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Esordio rumoroso per il governo Nethaniahu

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Esordio rumoroso per il governo Nethaniahu

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E’ bastato il passaggio di consegne tra Zipi Livni e il nuovo ministro degli esteri israeliano Avidgor Lieberman per allontanare l’ipotesi dei “due popoli due stati”, come previsto dagli accordi di Annapolis, sottoscritti nel 2007.

“C‘è un solo documento vincolante, e non è quello di Annapolis, non ha valore. Quando abbiamo esposto le linee del governo, abbiamo detto che avremmo onorato tutti gli accordi e gli impegni dei precedenti esecutivi. Lo stato di Israele ha continuità di governo. Io ho votato contro la Road Map, ma questo è l’unico documento approvato dal governo e ratificato dal Consiglio di sicurezza dell’Onu”. Parole che lasciano il segno: durante la cerimonia di trasferimento dei poteri, il presidente Shimon Peres aveva sottolineato come la comunità internazionale si attenda che il processo di pace culmini con la nasciata di uno stato palestinese. La reazione del ministro palestinese per la cooperazione internazionale, Samir Abdallah: “Questa dichiarazione significa che il nuovo governo israeliano ignorerà i precedenti accordi e il processo di pace”. Anche gli Stati Uniti non apprezzano il primo messaggio del neo ministro ultranazionalista. Washington sostiene la soluzione dei due Stati, come stabilita nell’intesa di Annapolis, sottoscritta nel 2007 da Bush e dall’ex premier Ehud Olmert.