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Usa e Europa divise sulle soluzioni alla crisi

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Usa e Europa divise sulle soluzioni alla crisi

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Il 15 settembre i dipendenti di Lehman Brothers della City a Londra si sono trovati da un giorno all’altro senza lavoro: quei dipendenti con i loro cartoni in mano sono il simbolo di una crisi finanzaria che dagli Stati Uniti ha investito l’Europa

Stessa crisi nei due continenti, ma diverse strategie Hillary Clinton: “Vogliamo che l’economia globale si riprenda. Una volta che si è rimessa in piedi, abbiamo bisogno di regole per assicurarci che non succeda più. E dobbiamo lavorare su questi due piani allo stesso tempo. Alcuni paesi contribuiranno più da un lato che da un altro, ma deve essere uno sforzo collettivo.” Ma l’Unione Europea stima di avere già fatto abbastanza per ora: 3,3% del suo Pil è andato in misure di rilancio, non è il caso di gonfiare ancora di più il deficit dei paesi membri. José Manuel D. Barroso: “Tra i nostri 27 paesi membri ci sono situazioni diverse. Non possiamo chiedere a tutti di fare lo stesso. In alcuni casi gli chiediamo di ridurre la spesa. Ma parlando in generale c‘è già uno sforzo fiscale molto importante, attorno ai 400 miliardi di euro. E’ un grande contributo per l’Europa e anche per la domanda globale.” L’Europa vuole dunque piuttosto nuove regole, che nuovi costosi piani di rilancio. Negli Stati Uniti l’esigenza è dversa perchè la crisi ha provocato una grave caduta dei consumi. Daniel Gros: “C‘è un frainteso di fondo, nel senso che negli Stati Uniti le famiglie stanno risparmiando di più dunque il governo deve spendere di più perchè la domanda non cada troppo in basso. In Europa le famiglie non stanno risparmiando molto di più, dunque non c‘è bisogno di uno stimolo fiscale. E poi uno stimolo fiscale non avrebbe un grande impatto perchè se il governo desse alle famiglie più soldi, loro probabilmente li risparmierebbero” Nelle economie industriali molto dipendenti dalle esportazioni come la Germania, la disoccupazione aumenta. Ma anche in questo caso la situazione è diversa tra le due rive dell’Atlantico.

Etienne Davignon: “Il problema degli Stati Uniti è molto diverso dal problema europeo. Perchè? Perchè in Europa c‘è il welfare per la protezione sociale, la protezione degli strati sociali più deboli e l’istruzione. Gli Stati Uniti non hanno tutto questo e devono iniziare a introdurre queste garanzie. Ma per farlo devono trovare mezzi che noi spendiamo già. Dunque obiettivamente la situazione, il bilancio sono diversi”.