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Liberman esordisce da falco: "Israele non ha obblighi sugli accordi di Annapolis"

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Liberman esordisce da falco: "Israele non ha obblighi sugli accordi di Annapolis"

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“Israele non ritiene di dover rispettare gli accordi di Annapolis che prevedono la nascita di uno stato palestinese”. Sollevano un vespaio di polemiche le prime dichiarazioni del nuovo ministro degli Esteri israeliano, Liberman. Per chiarire il suo pensiero l’esponente dell’estrema destra, ha atteso poche ore appena dopo aver assunto le funzioni nell’esecutivo Netanyahu.

Le affermazioni del ministro suonano come una risposta indiretta all’auspicio formulato in mattinata nel corso della cerimonia di trasferimento dei poteri dal capo dello stato Simon Peres. Quest’ultimo aveva sottolineato come la comunità internazionale e gli Stati Uniti si attendano che il processo di pace vada avanti fino alla nascita di uno stato palestinese. “Il vostro governo dovrà determinare il modo di far diventare tutto ciò una realtà”. Sul punto, il neopremier Netanyahu aveva evitato di esprimersi nel discorso davanti al parlamento prima del voto di fiducia, sollevando le reazioni dei palestinesi, prima fra tutte quella del presidente dell’Anp, Mahmoud Abbas, che ha chiesto agli Stati Uniti di prendere una chiara posizione contro la politica del nuovo governo israeliano “prima che le cose peggiorino”. Preoccupazione anche dal segretario generale della Lega araba, Amr Mussa: “Sarebbe un errore per i palestinesi sedersi al tavolo dei negoziati in questa fase: servirebbe solo a dare una copertura alla politica di Israele”.